ALCUNI PRIVATI DELLO STIPENDIO

100 mila

Più di 100 mila membri d’equipaggio bloccati a bordo di 50 navi a causa dell’emergenza coronavirus. L’indagine condotta dal Guardian rivela di lavoratori costretti a restare fuori dai porti e banditi dagli aerei che permetterebbero loro di tornare a casa. Molti di questi membri dell’equipaggio sono stati messi in quarantena all’interno delle cabine, altri sono stati privati dello stipendio.

SITUAZIONE SANITARIA – 100 mila

Ad aggravare la situazione c’è il fatto che sulle navi c’è solo un medico e qualche infermiere. I malati devono essere assistiti negli ospedali di terra che spesso accettano di curare solo i malati la cui vita sia in grave pericolo. L’allarme per le navi da crociere era scattato con la Diamond Princess, rimasta per due settimane bloccata in quarantena in Giappone a partire da inizio febbraio.

RITORNO A CASA? 100 mila

Tutti vogliamo tornare a casa, ha detto un membro dell’equipaggio della Msc Seaview, rimasto senza stipendio. Il lavoratore, che ha chiesto al Guardian di restare anonimo, dichiara che, inizialmente, all’equipaggio era permesso di muoversi liberamente per la nave. Dopo la conferma di un caso positivo al Covid-19 era stato intimato loro di restare in cabina. Ad oggi non hanno ricevuto alcuna informazione su quando andranno a casa. Conclude dicendo che sono lasciati soli nelle cabine come prigionieri.

Secondo il Guardian, qualche compagnia di crociera ha smesso di pagare alcuni lavoratori che sono intrappolati bordo. Tra i membri dell’equipaggio delle navi da crociera che hanno perso la vita ad aprile si contano due membri del personale addetto alle pulizie, un barista e una guardia di sicurezza che sono stati evacuati dalle navi in ​​Florida. Un medico italiano Paolo Mudanò, 70 anni, imbarcato sulla nave, morto in Brasile dopo essere stato prelevato in ambulanza dalla nave da crociera Costa Fascinosa. Infine un ingegnere dell’esploratore antartico Greg Mortimer Ship, deceduto in Uruguay dopo che 128 delle 217 persone a bordo erano risultate positive al coronavirus.

DICHIARAZIONE MSC

Un portavoce di Msc Crociere ha spiegato al Guardian che l’azienda ha preso la difficile decisione di sospendere le operazioni delle sue navi da crociera. La società, temporaneamente, solleva la maggior parte dell’equipaggio dalle loro funzioni e lavora per identificare e pagare i biglietti aerei per permettere ad ognuno di loro di tornare a casa. Aggiunge “Offriamo a tutti coloro che rimangono a bordo pensione completa e alloggio gratis, assegnando a ciascuno una cabina ospiti per uso individuale e fornendo l’accesso a Internet gratuito”. La maggior parte dei lavoratori del settore proviene da Paesi in via di sviluppo come le Filippine, l’Indonesia e l’India e generalmente guadagnano tra i mille e i duemila dollari al mese per lavorare sette giorni alla settimana.

50 Navi e 100 mila marittimi

Molte nazioni, tra cui gli Stati Uniti, cercano di fornire servizi di emergenza di base. La maggior parte delle compagnie da crociera sono registrate in nazioni a tassazione e legislazione ridotta, come Panama o la Liberia, mentre le loro navi sono battenti bandiere di territori come le Bahamas o le Bermuda, non intenzionate a prendersi cura di migliaia di persone malate.

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