sei giovani

La vicenda dei sei giovani connazionali bloccati sulla Oasis of the Seas della Compagnia Royal Caribbean divenuta focolaio Coronavirus al largo di Miami. Gabriele Parpiglia è il giornalista che per primo ha lanciato l’appello per il rimpatrio di questi connazionali. 

Due dei giovani bloccati, in una decina di minuti di diretta, hanno raccontato una vicenda che ha dell’assurdo, che li costringe ormai da settimane a vivere un vero e proprio incubo. Questi italiani, dal 20 marzo, sono chiusi all’interno delle loro cabine perché sulla nave si sono registrati oltre 157 casi di Covid-19 e 3 persone sono morte negli ultimi giorni. Sono stati gli stessi giovani a denunciare durante la trasmissione anche le razioni limitate di cibo e la carenza di beni di prima necessità come l’acqua. Nella giornata di oggi, era stato anche lo show-man televisivo Rosario Fiorello a rilanciare attraverso un tweet, l’appello alla Farnesina  affinché la soluzione del problema giungesse nel più breve tempo possibile. Messaggio a cui si è associato anche il cantante Antonello Venditti.

COMUNICATO DELLA FARNESINA per i Sei giovani connazionali

sei giovani

Pronta la risposta della Farnesina con il seguente comunicato:”Il Consolato d’Italia a Miami segue fin dall’inizio e senza sosta la situazione dei nove connazionali membri dell’equipaggio della nave da crociera Oasis of the Seas di proprietà della società Royal Caribbean. Quotidiani i contatti con la Royal Caribbean, con le autorità americane, con i connazionali e con il loro familiari. Ho sentito personalmente la madre di Rapisarda, legali e amici vari. Si è più volte sottolineato con fermezza alla società la necessità di seguire le linee guida del CDC (Centers for Disease Control and Prevention) e tutte le precauzioni per la tutela della salute dei nostri connazionali.

Si è cercato, inoltre, di consentire l’imbarco dell’equipaggio sul volo speciale in partenza da Orlando domenica 19 aprile. Tuttavia non è stato possibile per mancanza delle relative ultime autorizzazioni di imbarco. Il consolato continua a lavorare ininterrottamente per consentire ai marittimi di imbarcarsi su uno dei prossimi voli charter che dovrebbero partire per una delle capitali europee una volta ottenuta l’autorizzazione da parte delle autorità americane. Royal Caribbean attende luce verde dalle autorità americane sui voli charter perché non si possono utilizzare voli commerciali per i marittimi”.

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